venerdì 11 ottobre 2013

2.0



Perché un 2.0? e perché proprio adesso?
L’altro blog, che rimarrà comunque aperto, è stato il testimone di un lungo passaggio della mia vita. Quella vita che però, ad un certo punto, ha subito uno scossone di dimensioni epiche. E quindi quel luogo, anche se decisamente confortevole, non era più adatto a contenere tutto quello che c’era da dire, e nei modi in cui ero solito esprimerli. Con questo non intendo dire che qui non sarò sboccato e leggero come di là, ma di là ero ormai un manichino forzato in abiti stretti e fuori moda, che poco avevano a che fare con la mia vita attuale.
Succede che per uno scherzo del destino, sotto forma di problema genetico, mi ritrovo a far parte di una ristretta élite che deve fare i conti giornalmente con un disagio fisico non da poco. Questa spada di Damocle c’era anche quando scrivevo di là, ma aveva altre proporzioni. Inizialmente incerte, poi, qualche anno fa, dopo una forte delusione sentimentale (la fica… c’entra sempre) le cose sono precipitate. Ma così come sono precipitate, (molto) lentamente c’è stata un’inversione di marcia, fatta di prese di coscienza paragonabili ad una scalata su di una parete liscia e ripida, e di una fisioterapia molto dura, che se da un lato ,è certo, non mi rivedrà con la vigoria di un tempo, dall’altro (e in maniera non proprio chiara) mi sta restituendo una parte di ciò che mi tolse.


Sapete cosa vuol dire perdere ogni certezza costruita nel corso degli anni e svegliarsi una mattina, consapevoli di doversi ricostruire e rimodellare intorno una esistenza nuova, che non tenga conto di gran parte dei disegni mentali che albergavano nel cervello fino a poco prima? No? Meglio così, davvero…
Al di là dei problemi però, per dire una banalità, io sono sempre io. Quello che scrivevo sul blog era la mia vita. Ma non tutta. Ho dovuto rivedere i rapporti umani, i rapporti con l’altro sesso, e quello spazio non era più adatto a quello che volevo trasmettere. Volevo ancora scrivere, ma libero da ogni vincolo, e dopo averci riflettuto su, forse questa era l’unica soluzione. E inoltre, grava su questa decisione il fatto di vivere in uno dei posti più belli del mondo, il cui aspetto paesaggistico da favola però, nasconde spesso un materiale umano ancorato al bigottismo dello Stato della Chiesa che dopo più di 150 anni dalla sua dissolvenza, è ancora ben radicato nel territorio. E dirlo, mi pesa assai.
E quindi volevo uno spazio in cui avere la possibilità di scrivere senza oppressioni esterne, senza rotture di cazzo, un luogo virtuale parallelo cui dedicarmi in maniera rilassata, magari la sera, perché di giorno ho un lavoro che apprezzo, condiviso con persone con le quali sto benissimo, ma che per competenza mi obbligano ad uno studio continuo (ah, ad aver studiato un poco di più quando ero un imberbe scolaro…).
Non penso sarò sempre così prolisso. Magari solo un po’ più riflessivo. Però è anche vero che con questo nuovo spazio dovrò ricostruire tutte le chiavi di ricerca strane con cui la gente mi trovava, e per fare questo, invece delle parole “cuore-amore” tipiche della canzone Italiana, utilizzerò le mie solite “volgarità”. A parte oggi.

7 commenti:

  1. "Sapete cosa vuol dire perdere ogni certezza costruita nel corso degli anni e svegliarsi una mattina, consapevoli di doversi ricostruire e rimodellare intorno una esistenza nuova, che non tenga conto di gran parte dei disegni mentali che albergavano nel cervello fino a poco prima?"

    Si'.
    Quindi stringi i denti e fai in modo che il nuovo modo in cui vedi il mondo ti accompagni sempre. Fai di tutto per essere felice. Sperimenta. Cambia. Assaggia, che' non si sa mai. Leggi. Ascolta. Lascia indietro chi ti sta frenando e porta con te chi ti vuole accompagnare. Ridi piu' che puoi, ma sii anche cinico, quando serve. Non abbiamo tempo per le minchiate. Arriviamo al punto. Goditi il sarcasmo. Nota l'ironia delle cose. raccontacele, cosi' ci divertiamo pure noi.
    Un abbraccio,
    Nina

    RispondiElimina
  2. sì, beh. so che tu sai. e me lo ricordavo. e io già sapevo. e quello che dici è tutto giusto.

    RispondiElimina
  3. Per portare questo blog ad un giusto livello di serietà, fin dai suoi meravigliosi esordi, posso dire che lo scambio qua sopra mi ricorda tanto una conversazione telefonica di qualche tempo fa. Di mio c'era solo il telefono.
    E niente, Gatto, benvenuto. No, non su questo blog. Benvenuto.
    Non di sola topa, certo che no. Ma te ne auguro comunque una dosa ragionevolmente abbondante.
    Bacioti abbracciotique.

    RispondiElimina
  4. E vaffanculo, mi hai fatto commuovere!

    Vedi di darti una sbrigata, con la fisioterapia, perché noi due abbiamo appuntamenti mangerecci già presi. E stavolta col cazzo che ti permetterò di dirmi "non posso".

    Niente baci e niente abbracci.
    Io brindo. Brindo a te. E brindo al blog.
    Sei mancato. Mi sei mancato.

    RispondiElimina
  5. @W: se la Nina chiama bisogna rispondere.

    @Xa: pensi spesso al mangiare e meno al sesso. hai raggiunto la pace dei sensi?

    RispondiElimina
  6. La pace dei sensi si raggiunge dopo una buona mangiata e una buona trombata. Accompagnata da una buona bevuta. Altro modo non c'è. O almeno io non ne conosco.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. (E infatti stai nervosa da un po'...)
      :)

      Elimina