lunedì 28 ottobre 2013

ogni tanto, un bastone tra le ruote


allo stato attuale delle cose, la mia routine quotidiana è riempita con un intenso programma di fisioterapia (questione sulla quale ritornerò). anche se lo scopo è differente, tutto questo lavoro non è dissimile da un qualsiasi allenamento sportivo, anche per quel che riguarda infortuni, effetti collaterali ed imprevisti.

in questo caso è l'imprevisto a creare problemi, nello specifico una recrudescenza di una simpatica discopatia con la quale saltuariamente mi ritrovo a relazionarmi, o per meglio dire mi ritrovo a denti stretti a criticare il pessimo senso dell'umorismo di Vostro Signore. che ve lo dico a fare: un problema del genere riesce a stendere un normodotato, pensate uno con problemi di deambulazione. il fastidio è doppio, in quanto c'è la preoccupazione per l'improvvisa interruzione dell'attività fisica. in realtà il timore è immotivato, in quanto qualche giorno di riposo non rovinerà certo il lavoro fin qui svolto, ma ovviamente, se guardo avanti e vedo quanto ancora c'è da fare, un po' di pensieri vengono.

alla fine sono riuscito a portare avanti un lavoro soft, anche se ogni volta che mi sedevo o dovevo alzarmi vedevo le classiche stelle girarmi intorno la testa. per non parlare della notte, in cui mi svegliavo in preda ai dolori ed ero obbligato a fare allungamento per alleviare i sintoni.

sabato la visita dal fisioterapista che ha "risolto" il problema. ora sento ancora un po' di dolore ma nulla di paragonabile alla settimana scorsa. questo per dire che chi ha qualche problema non comune, non è esentato dai problemi comuni. ho sperimentato nella mia vita il caso in cui alcune persone mi rimproveravano il fatto di dire di soffrire di dolori di schiena, perchè secondo loro era un maldestro tentativo di dissimulare la mia condizione. e tentare di spiegargli che una persona con un problema ad un nervo è soggetto a raffreddori, influenza, e tutte le malattie di questo mondo, è stata un'impresa ardua.

poi c'è l'errore in cui spesso cade chi ha qualche problema particolare: quello di piangersi addosso, quello di dire: "Ma insomma, tutto a me deve succedere?". è uno sbaglio grave caro amico. ti succedono le cose che capitano a chiunque, ma in più hai un problema che accentua la tua condizione di disagio. non sarà inneggiando alla malasorte che risolverai i problemi. la vita non è giusta, chi ti ha messo in testa questa stupida idea? c'è qualcuno a cui va tutto bene e non merita un cazzo, c'è qualcuno che deve affrontare salite impervie. e allora? prendi il fagotto e affronta quella salita maledetta. quando sarai arrivato in cima, voltati e guarda il tizio più fortunato di te che ancora è là in fondo.

7 commenti:

  1. (Ecco, io il commento di prima l'ho scritto prima di aver letto questo post...)

    MI mancava "prendi il fagotto". Cazzo, sei diventato proprio tosto, Gatto.

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  2. Contributo al tema del post: hai dannatamente ragione. Ci sono creature a cui la diagnosi, chessò?, di autismo, non ha risparmiato altre amenità (labbro leporino, tumore, necrosi in seguito alle cure per il tumore...) e altre che arrivano belle pasciute alla vecchiaia.
    Roba da credere davvero nel premio eterno, per dire.

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  3. no, proprio no...preferisco pensare alla casualità dell'esistenza piuttosto che ad una prova ad ostacoli pensata da un tizio col pessimo senso dell'umorismo (per dire: perchè quello lassù mi avrebbe creato superdotato mentre altri hanno in dono solo una miccetta inoffensiva?)

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  4. io il fagotto (tutore ortopedico) l'ho appena deposto e lunedì prossimo inizio la fisioterapia
    ciao

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  5. Yet, in bocca al lupo naturalmente.

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  6. Mi sento quella là in fondo...

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  7. tranquilla. tu sarai molesta anche da laggiù!

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